Animali Riconoscimento per il suino Nero delle Alpi

È stata raggiunta un’altra pietra miliare nel salvataggio del suino Nero delle Alpi, adatto alla montagna: con una decisione del 10 luglio 2026, l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) ha constatato che il suino Nero delle Alpi è una razza svizzera

È stato così riconosciuto che il suino Nero delle Alpi ha le sue origini in Svizzera. Ciò sulla base di un dossier dettagliato che ne dimostra l’origine e ne ripercorre la storia. Il dossier è stato redatto da Hape Grünenfelder, fondatore di ProSpecieRara e promotore dell’allevamento del maiale delle Alpi in Svizzera presso PatriMont Svizzera. Anche ProSpecieRara ha contribuito alla stesura della domanda presentata all’UFAG. Siamo molto lieti che il suino Nero delle Alpi sia ora ufficialmente riconosciuto come razza svizzera!

Il suino Nero delle Alpi, che può presentarsi non solo di colore nero uniforme ma anche di colore rosso uniforme, dorato uniforme o con macchie dorate e nere o bianche e nere, era purtroppo estinto in Svizzera. In passato esistevano razze suine locali in tutto l’arco alpino svizzero, non solo nell’Altopiano. In fonti del XIX secolo si distinguono molte razze suine svizzere diverse, tra cui quelle di Friburgo, dei Grigioni, del Vallese, dell’Oberland grigionese (Surselva), del Ticino (Blenio) e dell’Appenzello, tutte adattate alle condizioni dell’area alpina svizzera. Questi maiali alpini erano leggeri e dalle zampe lunghe e, grazie al tronco corto, ben adattati ai terreni ripidi. Cartoline e fotografie documentano la presenza di molti esemplari di questo tipo, di vari colori, in tutta la regione alpina svizzera fino al 1930 circa. Questi maiali furono progressivamente soppiantati dal Grande maiale Bianco. Nel 1964, nella valle del Peil presso Vals, Jürg-Paul Müller – che in seguito sarebbe diventato direttore del Museo naturalistico dei Grigioni a Coira fino al 2010 – fotografò un maiale rosso sull’Alpe Wallatsch, probabilmente un maiale Rosso di Blenio. L’ultima testimonianza nota di tali maiali alpini è una foto risalente all’incirca al periodo tra il 1980 e il 1982, che ritrae maiali grigionesi – una scrofa nera e un maialino nero con la testa maculata – presso il Passo dello Spluga, sull’Alpe Andossi italiana. Sebbene già all’epoca fossero in corso le prime iniziative e operazioni di ricerca di ProSpecieRara in Svizzera, questi suini venivano trascurati o non venivano individuati.

Rotes Bündneroberländer
Maiale rosso, probabilmente un maiale rosso di Blenio, sull’Alpe Walletsch nella valle di Peil presso Vals, 1964 (Foto Jürg-Paul Müller)

Fortunatamente, nel Nord Italia, vicino al confine svizzero, sono sopravvissuti gli ultimi gruppi in assoluto. A Berbenno, in Valtellina, nel 2013 il veterinario italiano Alessio Zanon ha individuato un ultimo gruppo di maiali valtellinesi/grigionesi neri e maculati di nero. A seguito di ciò, le ricerche sono proseguite intensamente e nella zona di Chiavenna è stato individuato un gruppo di maiali maculati della razza Bregellese-Chiavenna (tipo Samolaco) e, successivamente, anche maiali maculati della razza Ultner Schecken provenienti da Santa Gertrude nella Val d’Ultimo, in Alto Adige. Questi suini sono stati contrassegnati e da allora sono stati allevati nel libro genealogico come “suino Nero delle Alpi”, gestito dalla Rete Alpina Pro Patrimonio Montano (PatriMont). Con l’incrocio delle diverse popolazioni relitte, sono comparsi anche esemplari rossi o maculati di rosso e nero, come quelli che un tempo popolavano la regione alpina centrale della Svizzera, dall’Oberhasli bernese fino all’Oberland grigionese (Surselva) e alla valle di Blenio. I primi suini da riproduzione sono stati importati in Austria nel 2016; dopo approfondite verifiche, test sanitari e un periodo di quarantena, nel 2018 è stato possibile importare suini da riproduzione anche in Svizzera. Da allora, questi suini Alpini vengono nuovamente allevati anche in Svizzera e sono seguiti dall’associazione d’allevamento PatriMont Svizzera.

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Maiali della Valtellina / dei Grigioni sull’Alpe Andossi, sul versante italiano del Passo dello Spluga, intorno al 1980 (Foto L. Vinciguerra)

La razza è considerata una razza transfrontaliera («transboundary breed»), poiché viene allevata anche in Italia e in Austria. Attualmente, tuttavia, non avviene alcuno scambio di animali da riproduzione, poiché il trasporto transfrontaliero di suini vivi è complesso a causa dei requisiti sanitari. Il processo di riconoscimento come razza locale italiana è in corso anche in Lombardia, mentre in Austria si prevede di presentare la domanda di riconoscimento come razza austriaca. Incrociamo le dita per gli allevatori e le allevatrici in Italia e in Austria, sperando che anche lì il riconoscimento come razza locale vada a buon fine!

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Suino Nero delle Alpi