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Il pesco della vigna

I peschi della vigna, con la loro stupenda fioritura primaverile, offrono frutti profumati e gustosi. Nuove piantine di pesco della vigna cercano persone che desiderano partecipare alla loro salvaguardia. Scopri come e perché diventare un/una “salvapesco”!

Il pesco della vigna faceva in passato parte del nostro paesaggio e veniva riprodotti attraverso il nocciolo (non si faceva l’innesto come avviene normalmente per gli alberi da frutto). Esso produce delle pesche profumate, un po’ più piccole di quelle commerciali e con un aroma intenso. I frutti maturano solitamente con l’uva (a seconda delle provenienze possono maturare fra la fine di agosto e ottobre) e non si conservano a lungo, per cui sono ottimi ingredienti per fare marmellate.

Le pesche di vigna possono essere duracine (in dialetto “düras”) quando la polpa rimane attaccata al nocciolo oppure spiccagnole (in dialetto “lass”) quando invece la polpa si stacca bene dal nocciolo. Ne esistono in diversi colori di buccia (verdognola, gialla, rosata) e polpa (gialla, bianca, rosa, viola). Per queste tipologie diverse il pesco della vigna viene considerato piuttosto una popolazione di piante che una varietà. Le piante non sono particolarmente longeve, vivono ca. 15-20 anni.

Nel pesco della vigna avviene principalmente l’autoimpollinazione, ma non escludiamo l’impollinazione incrociata per opera degli insetti. Per questo consigliamo di mettere a dimora il pesco della vigna da conservare ad una distanza di ca. 100m da altri peschi.

Conservazione grazie alla rete di custodi di varietà
ProSpecieRara ha scelto in generale il tipo di conservazione in-situ, quindi una conservazione tramite la riproduzione delle piante negli orti, nei campi o nei frutteti. Anche per il pesco della vigna si vuole che le piante crescano sul terreno e che ritornino ad essere coltivate dalla gente. A differenza di altre piante da frutto che vengono riprodotte per innesto, il pesco della vigna veniva riprodotto da seme. Per questo la variabilità dei frutti è più ampia anche perché un incrocio fra peschi di vigna diversi è possibile.

ProSpecieRara vuole quindi affidare la conservazione del pesco della vigna a delle persone che lo curano nel territorio e ne mettono a disposizione i noccioli per future riproduzioni. In questo modo si effettua una conservazione decentralizzata del pesco della vigna grazie ad una rete di “custodi delle varietà”. Le singole piante e l’indirizzo del proprietario vengono inseriti nella banca dati di ProSpecieRara che cerca così di avere una visione sullo stadio di conservazione.

Quali sono i compiti dei “salvapeschi”?

  • Avere uno spazio di terreno per una o più piante (ca. 3-4 m di distanza da altri alberi).
  • Se possibile, avere un solo tipo di pesco nel proprio giardino o una distanza da altri peschi (per cercare di conservare una singola tipologia ed evitare incroci)
  • Curare la pianta per più anni (potature, protezione da animali selvatici, concimazioni, …)
  • Segnalare annualmente a ProSpecieRara lo stato della pianta attraverso la lista di controllo online nella sezione “Il mio account” dopo il login su www.prospecierara.ch/it (oppure contattarci telefonicamente).
  • Una volta che la pianta comincia a fruttificare mettere a disposizione di ProSpecieRara i noccioli nel caso ProSpecieRara avesse bisogno di riprodurre piante (in caso di necessità ProSpecieRara vi contatterà per richiedervi dei noccioli).
  • Collaborare con ProSpecieRara per la raccolta d’informazioni sulla propria pianta (foto, descrizioni, …).

Contatto
Desiderate partecipare alla salvaguardia del pesco della vigna e volete prendere in custodia una pianta? Non esitate a contattarci per informazioni o per riservare di una piantina:

ProSpecieRara Svizzera italiana
Manuela Ghezzi
Vicolo S.ta Lucia 2, 6854 San Pietro
E-mail: manuela.ghezzi(at)prospecierara.ch

Manuela Ghezzi
Tél. 061 551 55 56